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		<title>BOTTI E ANIMALI: un nuovo approccio al problema.</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Dec 2013 15:42:16 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Si è conclusa con la pubblicazione di un dettagliato documento l&#8217;attività di un Gruppo di Studio voluto dalla Associazione Nazionale Imprese Spettacoli Pirotecnici (ANISP) che ha riunito diverse professionalità nel campo dell&#8217;ingegneria Chimica, dell&#8217;Esplosivistica, della Medicina Veterinaria Clinica e Comportamentale. A questo studio Explokimi ha dato un determinante contributo.</p>
<p>Scopo del lavoro congiunto degli esperti è stato quello di rispondere alla domanda: &#8220;I Fuochi Pirotecnici: fastidio per alcuni o per tutti gli animali domestici?&#8221; Tale domanda infatti spesso ricorre in quei periodi dell&#8217;anno in cui è più frequente l&#8217;utilizzo di spettacoli di fuochi d&#8217;artificio, come ad esempio il capodanno.</p>
<p>Il dettagliato documento che ne è risultato costituisce uno sguardo oggettivo e qualificato sulla problematica con una serie di utili consigli degli specialisti,  senza sensazionalismi né inutili settarismi.</p>
<p>Il documento completo può essere scaricato questo link: <a href="http://www.explokimi.com/botti-e-animali-un-nuovo-approccio-al-problema/relazione-finale/" rel="attachment wp-att-333">Relazione finale</a></p>
<p>A conclusione del lavoro di studio alcuni dei protagonisti, tra cui l&#8217;ingegner Diana Bettini di Explokimi, sono stati intervistati sull&#8217;argomento dal TG1, intervista che può essere visualizzata seguendo questo link: <a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-d9e836bc-c483-4e68-9b48-bcefe82e0f4c-tg1.html" target="_blank">Intervista TG1</a>.</p>
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		<title>Fuochi D&#8217;Artificio: Le Emozioni contrastanti di un Pirotecnico Professionista</title>
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		<pubDate>Thu, 24 May 2012 09:37:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I fuochi artificiali: che cosa strana sono. Se ci penso essi possono suscitare in noi sentimenti opposti: gioia quasi infantile contrapposta a paura ancestrale oppure passione e piacere in contrasto con l’odio e il disprezzo. Ed allora mi chiedo il &#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.explokimi.com/fuochi-dartificio-le-emozioni-contrastanti-di-un-pirotecnico-professionista/attachment/2/" rel="attachment wp-att-294"><img class="alignright size-medium wp-image-294" title="NannaFireworks" src="http://www.explokimi.com/wp-content/uploads/2012/05/2-300x187.jpg" alt="" width="300" height="187" /></a><strong><em>I fuochi artificiali: che cosa strana sono</em>.</strong></p>
<p>Se ci penso essi possono suscitare in noi sentimenti opposti: gioia quasi infantile contrapposta a paura ancestrale oppure passione e piacere in contrasto con l’odio e il disprezzo. Ed allora mi chiedo il perchè di queste emozioni così contrastanti?  Forse perchè scaturiscano da un oggetto del desiderio, da qualcosa che, <em>una volta acceso</em>, non può rimanere inosservato o indifferente ma che tuttavia è avvolto da un <em>velo di mistero</em> essendo poco conosciuto.</p>
<p>Per me che ci sono nata, quello del <strong>PIROTECNICO</strong> è un mestiere come un altro, <em>più pericoloso</em> di altri, certo, ma anche più <em>eccentrico</em> e <em>creativo</em>, un mestiere che &#8220;vivo&#8221; da molti anni nel bene e nel male. Un&#8217;arte trasferitami da mio padre, che a sua volta l&#8217;ha ricevuta in dote dal suo, un fiume di polvere pirica che mi scorre nelle vene da prima che nascessi. Un vortice di sensi, l&#8217;adrenalina prima dello sparo, l&#8217;odore pungente che si respira alla fine dello spettacolo mischiato al rumore degli applausi, la tensione dei giorni di preparazione quando pensi: andrà tutto bene? La soddisfazione estrema nel pensare di aver regalato una parentesi di puro divertimento a tutte quelle persone che, col naso in su, hanno goduto del mio LAVORO.</p>
<p>Un&#8217;arte misteriosa, tendente alla stregoneria che, proprio per questa sua natura puramente &#8220;emozionale&#8221; incoraggia i non addetti (ovviamente con questo termine individuo la persona che di professione non &#8220;fa i fuochi&#8221; e che può identificarsi sia nel semplice spettatore sia nell&#8217;utilizzatore saltuario) ad utilizzare i fuochi artificiali, nei limiti di ciò che la legge gli consente (non sempre è così!!).  ATTENZIONE, però, in questo caso la parte cognitiva diventa fondamentale, non più una curiosità o un optional, ed il perché è facilmente intuibile: maneggiando materiale che richiede cautele ed attenzioni specifiche, la conoscenza di ciò che stiamo facendo, è FONDAMENTALE per adottare comportamenti consapevoli che sono alla base della sicurezza di tutti. L’utilizzatore non del mestiere, deve, per prima cosa, pensare alla sicurezza propria e delle persone che lo circondano. Ciò non sminuirà la magia degli spettacoli, perché quando si accende e si guarda un fuoco artificiale è sempre un <a title="Formazione Per Le Scuole-  Explokimi Progetto Far Festa Senza Danni" href="http://www.explokimi.com/formazione/progetto-fare-festa-senza-danni-2012/">&#8220;Far Festa Senza Danni&#8221;!</a></p>
<p style="text-align: right;">Paola Nanna</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.nannafireworks.it/" target="_blank">NannaFireworks</a></p>
<p style="text-align: right;">
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		<title>LA SOLITUDINE DEL COMANDANTE: Una imprescindibile realtà o una tradizione da cambiare?</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 10:01:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La vicenda di Francesco Schettino, Comandante della Costa Concordia, ha messo in luce quella solitudine che solo il Comandante di una Unità, sia essa navale, aerea o militare in battaglia, può sperimentare. Premetto che queste considerazioni si basano su quanto &#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La vicenda di Francesco Schettino, Comandante della Costa Concordia, ha messo in luce quella <em><strong>solitudine</strong></em> che solo il Comandante di una Unità, sia essa<a href="http://www.explokimi.com/la-solitudine-del-comandante-una-imprescindibile-realta-o-una-tradizione-da-cambiare/leadership/" rel="attachment wp-att-257"><img class="alignright size-full wp-image-257" title="Leadership" src="http://www.explokimi.com/wp-content/uploads/2012/02/Leadership.jpg" alt="" width="300" height="400" /></a> navale, aerea o militare in battaglia, può sperimentare.</p>
<p>Premetto che queste considerazioni si basano su quanto ricostruito dalle inchieste giornalistiche e da quanto trapelato dalle deposizioni presso la Procura. Come noto a chi si occupa di investigazioni, queste non sono fonti particolarmente attendibili, ma, scremate dalle “infiocchettature” dettate dalla necessità dei mezzi di comunicazione di fare “elevati ascolti”, consentono di formulare alcune ipotesi e valutazioni.</p>
<p>Non considerando le responsabilità penali e civili, di cui si occuperà la magistratura, nessuno, in questi giorni, ha messo in dubbio come le decisioni prese nella sera della sciagura, e le relative responsabilità, fossero esclusivo appannaggio del Comandante del vascello:</p>
<p>&#8211;  sua la decisione di passare così vicino all’isola del Giglio;</p>
<p>&#8211;  sua la decisione di deviare manualmente dalla rotta pianificata (0.5 miglia nautiche) ed avvicinarsi ulteriormente alla costa (0.28 miglia);</p>
<p>&#8211;  sua la decisione di ritardare la richiesta di soccorso e di mentire inizialmente alla Guardia Costiera (solo un blackout);</p>
<p>&#8211;  sua la decisione di ordinare l&#8217;evacuazione della nave dopo circa un’ora, anche se forse fu anticipato dal qualche membro dell’equipaggio;</p>
<p>&#8211;  sua infine la decisione di lasciare il suo posto prima che tutti gli altri fossero in salvo, così come da secoli la tradizione marinara impone.</p>
<p>In alcune interviste televisive alcuni esperti rappresentanti la Marineria italiana hanno più volte definito la figura del Comandante come: “il Dominus della nave”. Tale definizione di derivazione latina indica, in diritto Romano, <strong><em>colui che esercita la proprietà</em></strong>,<strong><em> il padrone</em></strong>. Se ne deduce che quando pensiamo ad un Comandante di una unità come la Concordia pensiamo al padrone, in senso lato, del vascello e di tutto quanto in esso contenuto, passeggeri ed equipaggio compresi. Questa percezione è talmente forte da risuonare nelle dichiarazioni dei membri dell’equipaggio presenti in plancia ed in sala macchine quando raccontano di come il Comandante Schettino, pur essendo stato tempestivamente informato della grave compromissione dello scafo, abbia lasciato trascorrere circa quaranta minuti prima di impartire l’ordine di evacuazione e sia rimasto, per tutto il tempo, al telefono impegnato in conversazioni con persone a terra. Tutto ciò benché fosse a tutti estremamente chiara la situazione di <em><strong>imminente pericolo</strong></em>.</p>
<p>Un uomo <strong><em>solo</em></strong> nel momento <strong><em>solitario</em></strong> della decisione per cui era stato selezionato ed addestrato per tutta la vita. <strong><em>Solo&#8230; o no?</em></strong></p>
<p>Provate per un attimo ad immaginarvi sulla plancia, quella maledetta sera, dal basso di tutta la vostra totale inesperienza: avreste aspettato quaranta minuti per avere un ordine? Lo avreste sollecitato prima? Molti penseranno: <em><strong>panico</strong></em>! Noi siamo degli inesperti, i veri professionisti non si fanno prendere dal panico&#8230; <strong>VERO</strong>! Ma esiste un modo diverso di affrontare l’argomento.</p>
<p>Dalle regole di comando della marineria anche l’aviazione ha tratto i suoi modelli di gerarchia e comando e questi hanno funzionato fin quando l<strong><em>o studio di alcuni incidenti</em></strong> ha portato a ripensare tutta la materia in modo differente.</p>
<p>Un esempio per tutti. Il 24 Febbraio 1989 un Boeing 747 Jumbo della United Airlines era in volo da Honolulu a Sidney quando un portello del vano bagagli si aprì generando una “decompressione esplosiva” che aprì un ampio squarcio nella fusoliera. Da tale apertura furono risucchiate fuori tre file di tre sedili ed i relativi occupanti, i detriti furono aspirati dai Nella concitazione dell’emergenza, con il velivolo strutturalmente danneggiato e metà della potenza disponibile (due motori su quattro) il Comandante annunciò la sua intenzione di tentare un ammaraggio in mezzo all’Oceano Pacifico. Fu subito chiaro al Secondo Pilota ed al Terzo Ufficiale che questa manovra avrebbe portato al rapido affondamento dell’aereo ed alla probabile morte di tutti i suoi occupanti. I due, invece, erano persuasi del fatto che fintanto che il velivolo fosse stato controllabile, benché con grande difficoltà, valesse la pena tentare di condurlo il più vicino possibile alla costa delle Hawaii dove i soccorsi avrebbero avuto più “chance” e meno distanza da percorrere per raggiungere eventuali sopravvissuti. Avrebbero potuto obbedire supinamente agli ordini del proprio comandante, oppure tentare un vero e proprio ammutinamento, estromettendo il comandante e mettendo in pratica il loro piano. Provarono invece una terza via: avevano bisogno dell’esperienza e della manualità del Comandante per cui semplicemente lo convinsero a tentare, insistendo e suffragando la loro tesi con la forza dei propri argomenti. Giunti in prossimità dell’aeroporto di partenza fu chiaro come si potesse tentare un atterraggio, questo avvenne senza ulteriori inconvenienti e salvò tutti gli occupanti. Salvò anche il relitto che fù, così, a disposizione per lo studio delle cause scatenanti l’incidente e permise di individuare un difetto al sistema di bloccaggio del portello permettendone la modifica su tutti i Jumbo a livello mondiale e salvando così altre vite.</p>
<p>Quello che è accaduto in quella cabina di pilotaggio è oggi argomento di studio per i piloti di tutto il mondo, una materia obbligatoria conosciuta come <strong><em>C.R.M., Crew Resouces Management.</em></strong> Ovvero <strong><em>l’applicazione pratica del Teamwork (il lavoro di squadra) agli equipaggi di volo.</em></strong></p>
<p>La figura di Comandante come Dominus di una nave ha un fondamento storico che risale alla notte dei tempi: pochi uomini sapevano navigare e condurre a destinazione in sicurezza il proprio armamento. La maggior parte dei marinai del tempo era fatto di gente con una scolarizzazione minima se non nulla, per non parlare di quando era fatta di galeotti. Oggi, grazie a Dio, non è più così.</p>
<p>Fin dalla notte del 13 Gennaio, da persona che si occupa di C.R.M. da qualche tempo, una domanda mi assilla: Schettino era forse solo in plancia? No!</p>
<p>Vicecomandante, Primo, Secondo e Terzo Ufficiale in vari momenti hanno interagito con lui, cosa hanno detto e fatto? Dalle loro dichiarazioni, se confermate come riportate dagli organi di stampa, appare come, benché fossero coscienti della grave situazione, abbiano “atteso” che il loro Dominus prendesse una decisione per quaranta minuti!</p>
<p>E se invece lo avessero sollecitato? Se gli avessero tolto dall’orecchio il telefonino dicendo:</p>
<p><strong><em>“Guarda Francesco sono preoccupato per la situazione. Abbiamo cinque compartimenti allagati e tu sai che la nave può reggerne solo tre. Abbiamo quattromila persone da salvare, fintanto che ne siamo in grado, devi prendere una decisione e devi farlo ora!”</em></strong></p>
<p>Probabilmente non sarebbe cambiato nulla, la storia con i ma ed i se non si scrive questo lo so. Ma forse oggi il mondo dell’aviazione può ripagare il debito che ha con quello della marina aiutandolo a ripensare i propri modelli di comando in chiave moderna. Del resto è assolutamente inutile avere gioielli di nave con dispositivi e tecnologie all’avanguardia se il modello di comandante è fermo a quello del Bounty e quello dei suoi collaboratori a quello della recluta.</p>
<p>Autore: Coppola Luca</p>
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		<title>Fare Festa Senza Danni, si può si DEVE!!!!</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 19:12:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nel periodo Novembre-Dicembre 2011 si è svolta la campagna di comunicazione formativa intitolata “FAR FESTA SENZA DANNI”, organizzata dall’Ing. Bettini Diana della Società Livornese Explokimi s.r.l.. L’iniziativa è rivolta ai ragazzi delle scuole di ogni ordine e grado ed è &#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.explokimi.com/fare-festa-senza-danni-si-puo-si-deve/bad-pyrotechnic/" rel="attachment wp-att-229"><img class="alignleft size-full wp-image-229" style="margin-right: 10px;" title="bad pyrotechnic" src="http://www.explokimi.com/wp-content/uploads/2012/01/bad-pyrotechnic.jpg" alt="" width="384" height="488" /></a>Nel periodo Novembre-Dicembre 2011 si è svolta la campagna di comunicazione formativa intitolata <a title="Progetto Far Festa Senza Danni" href="http://www.explokimi.com/formazione/progetto-fare-festa-senza-danni-2012/">“FAR FESTA SENZA DANNI”</a>, organizzata dall’<strong>Ing. Bettini Diana</strong> della Società Livornese <strong>Explokimi s.r.l.</strong>.</p>
<p>L’iniziativa è rivolta ai ragazzi delle scuole di ogni ordine e grado ed è finalizzata alla conoscenza dei rischi associati alla detenzione ed utilizzo, a scopo non professionale, dei fuochi d’artificio.</p>
<p>Il motto dell’iniziativa portata nelle scuole per il secondo anno consecutivo è <em><strong>FAR FESTA SENZA DANNI SI PUO’? SI DEVE!!!!</strong></em> Con l’avvicinarsi delle festività natalizie, infatti, l’uso degli articoli pirotecnici si intensifica specialmente tra i nostri ragazzi, spesso inconsapevoli dei rischi ai quali si sottopongono. L’idea alla base del progetto è quella di insegnare ai ragazzi come utilizzare gli artifici pirotecnici in <em><strong>sicurezza</strong></em> perché gli artifici sono e devono rimanere un gran divertimento, uno spettacolo emozionante di luci e suoni e sarebbe un vero peccato che si trasformassero in una sofferenza. E’ necessario, quindi, rendere, i ragazzi consapevoli delle conseguenze connesse all’uso errato degli stessi cercando così di fornire loro gli strumenti necessari per poter ridurre al minimo il rischio di subire incidenti con conseguenze, spesso, gravi.</p>
<p>All’attività formativa, organizzata con il contributo della Camera di Commercio di Livorno e con il patrocinio della <strong>Associazione Nazionale Imprese Spettacoli Pirotecnici, A.N.I.S.P.</strong>, hanno aderito le scuole del Circolo 7 con: <em><strong>26 alunni della classe VB delle elementari Carducci</strong></em>, <em><strong>49 alunni delle classi IV A e B e V delle elementari di Montenero</strong></em> e <em><strong>51 alunni delle classi II delle elementari di Banditella</strong></em>.</p>
<p>Nei 4 incontri consecutivi, organizzati per ciascuna classe aderente, ai ragazzi sono stati illustrati <em><strong>dall’Ing. Bettini</strong></em><strong> <em>Diana</em></strong>, i principi tecnici alla base della pirotecnia ed i comportamenti corretti da tenere quando si utilizzano i fuochi pirotecnici e quando si ha qualcuno vicino che non li utilizza correttamente; comportamenti che vanno dal non riutilizzo di artifici che non si sono accesi al primo tentativo e, quindi, in qualche modo difettosi, all’attenzione ai nostri amici a quattro zampe fortemente irritati dai rumori forti e dagli odori pungenti tipici di questi prodotti, alle norme prudenziali del non lanciarli o accenderli vicini ad altre persone e, fondamentale, del non inserirli in oggetti che potrebbero diventare fonte di gravi incidenti, quali lattine, bottiglie, tombini, cassonetti dell’immondizia e della carta e perché no….cassette delle lettere!!!!! In maniera molto seria, anche se giocosa, si è cercato di far capire ai ragazzi i gravi disagi di vita che può causare l’uso improprio degli artifici pirotecnici.</p>
<p>Con il contributo di una pirotecnica professionista, <em><strong>Paola Nanna della Nanna Fireworks</strong></em>, è stata eseguita, per i ragazzi, una dimostrazione di corretta accensione e corretto posizionamento degli artifici pirotecnici seguita da spettacoli pirotecnici volti a convincere i ragazzi che <em><strong>è più divertente essere spettatori di uno spettacolo che essere semplici “accenditori di una miccia”</strong></em>.</p>
<p>Sono seguiti, un incontro con un <em><strong>esponente dei VV.F., P.I. Paolo Ghelardi</strong></em>, nel quale sono state affrontate le problematiche di possibili incendi derivanti da utilizzi scorretti dei pirotecnici e, per alcune classi, un incontro con due <em><strong>Artificieri del Nucleo Artificieri della Polmare Livorno, Polizia di Stato</strong></em>, nel quale si è trattato lo spinoso argomento delle garanzie da cercare nell’acquisto dei prodotti, quali sono gli artifici fuori legge (sono stati mostrati ai ragazzi simulacri degli stessi), cosa fare se si assiste a comportamenti scorretti o se si  trovano in vendita prodotti che suscitano sospetti.</p>
<p>Alla base di tutto, facendo riferimento alle nuove normative di regolamentazione della classificazione, vendita e utilizzo dei fuochi pirotecnici è stato trasmesso ai ragazzi, troppo piccoli per poter acquistare od accendere i prodotti pirici, il messaggio che loro possono e devono essere<em><strong> TESTIMONI ed INSEGNANTI di corretto utilizzo dei pirotecnici nei confronti tutti i grandi che li circondano!</strong></em></p>
<p>I ragazzi, grazie al prezioso interesse e contributo delle loro insegnanti, hanno accolto con grande entusiasmo l’iniziativa, si sono interessati a tutti gli argomenti affrontati ed hanno partecipato alle “chiacchierate formative” esprimendo le loro opinioni, cercando di chiarire i loro dubbi ma soprattutto confessando le loro <em><strong>“marachelle pirotecniche”</strong></em> e manifestando la loro delusione per il divieto più volte ricordato all’acquisto e all’utilizzo dei prodotti pirici in commercio fino alla maggiore età.</p>
<p>Il ciclo di incontri si concluderà, nei primi mesi del 2012, con una attività didattica nella quale si metteranno in evidenza le esperienze dei ragazzi, con gli artifici pirotecnici, durante i festeggiamenti del nuovo anno.</p>
<p>I lavori conclusivi saranno presentati ai docenti, ai genitori e agli altri alunni in occasione di una merenda ancora da programmare.</p>
<p>Notizie aggiornate, in merito ai pirotecnici ed al loro utilizzo corretto, con particolare riguardo a tutta l’attività svolta in ambito cittadino e nazionale sulla sensibilizzazione all’argomento oggetto del presente articolo svolta da altre autorità, è stata messa a disposizione dei ragazzi facendo utilizzo della<strong> <a href="https://www.facebook.com/pages/Far-Festa-Senza-Danni/122348341164977" target="_blank">Fan Page di Facebook “Far Festa Senza Danni”</a></strong> che loro potranno consultare e sul quale potranno intervenire solo dopo aver ricevuto autorizzazione dai loro genitori. Al Gruppo Facebook sono naturalmente invitati tutti coloro che sono interessati all’argomento.</p>
<p>Autore: Diana Bettini</p>
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